Ecodesign Directive: la seconda vita degli elettrodomestici

Ecodesign Directive

Anche gli elettrodomestici hanno una seconda vita. Si sta diffondendo un movimento volto ad affermare il diritto a riparare gli elettrodomestici prima di scartarli, che presto potrebbe essere tutelato per legge. A guadagnarne, in primis, oltre a consumatori e utenti anche l’ambiente. Gli Stati membri dell’Unione Europea voteranno una serie di proposte di revisione alla Ecodesign Directive, una legge del 2009 che regola gli standard di sostenibilità ed efficienza dei prodotti industriali venduti nell’Unione.

L’obiettivo è obbligare le case manifatturiere a produrre beni più solidi e di lunga durata, e che siano facilmente riparabili. Le proposte riguarderanno l’illuminazione, i televisori e i grandi elettrodomestici come frigoriferi, lavastoviglie e lavatrici. Intanto, almeno 18 Stati USA si propongono di adottare simili provvedimenti in una battaglia aperta con le case che producono device senza pezzi o istruzioni di ricambio, o che le cui parti non possono essere acquistate separatamente, perché incollate le une alle altre.

Il dibattito sulla questione vede contrapporsi da un lato le aziende manifatturiere, che rivendicano la proprietà intellettuale dei prodotti e diffidano dalle riparazioni fai da te (che, dicono, potrebbero renderli pericolosi), dall’altro le associazioni di consumatori, che accusano i legislatori europei di aver tenuto finora il processo di riparazione nelle mani esclusive dei produttori – per esempio, obbligando a rivolgersi al loro centro assistenza.

Sotto il nuovo ombrello normativo andrebbero inclusi, per i consumatori, anche cellulari e stampanti. Soddisfatti, per ora, i gruppi ambientalisti, che ritengono la discussione un primo passo verso un modello economico diverso, circolare, in cui il prodotto possa essere riparato, riutilizzato e infine riciclato.